confidenzial_mente

l’inconfessabile, la sua rivelazione, passa spesso per la via della confidenzialità.

il più delle volte, il segreto, diventa un po’ come una merce di scambio o una sorta di premio volto a sottolineare un sodalizio fiduciario tra due o più persone a danno di altre.

di fatto nel momento in cui riveliamo o ci viene rivelato un segreto, questo cessa di esistere.

eppure si continua a chiamarlo tale perché associato al divieto di trasmetterlo, pur sapendo benissimo che al più sarà riportato con la nota: ‘non dirlo a nessuno’.

forse avrò anch’io dei miei segreti, al momento li ho dimenticati, ma può essere che entrando in confidenza con qualcuno mi tornino alla mente.

conservo invece due o tre ‘confidenze’ che ho deciso di ‘stoppare’ entro i confini delle labbra, che si aggirano per la mente apposta per disturbarne la serenità.

(la prossima volta che qualcuno mi dice che mi rivela un segreto devo ricordarmi di dirgli: ‘anche no, grazie’).

e c’è un altro motivo per cui preferisco restarne ignara.

l’illusione che forse, pensando e ripensando alle cause di qualcosa di inspiegabile, esca una soluzione, un’intuizione che aiuti a procedere e superare l’arcano.

il segreto infatti, pur essendo solo una parte del tutto, quando viene infranto ha il difetto di rappresentare un muro che blocca il ragionamento, costringendolo a tener conto del suo contenuto senza poterlo però utilizzare né ai fini del suo sviluppo, né come tassello o grimaldello utile allo svelamento di una situazione, il più delle volte problematica.

infatti molto spesso il commento che succede all’apprendimento del fantomatico segreto è ‘ahhh, ecco…’ e zac, il cerchio è chiuso.

pacificato l’animo del delatore e pure quello dell’ormai complice sulle cui spalle è appena passato l’onere di mantenere o divulgare, previa avvertenza, quella scomoda confidenza.

a questo punto meglio trattenere i propri segreti ed evitare di venire a conoscenza di quelli altrui.

i propri prima o poi cadono nell’oblio e quelli degli altri prima o poi troveranno più d’uno ben felice di accollarsene il peso.

traduzione

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